Cerca nel Sito

G U I D A P R A T I C A D E L L' O L I V I C O L T O R E
G E N N A I OFASE FENOLOGICA: Riposo Vegetativo. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE
Le temperature inferiori a 0°C determinano la mortalità delle neanidi di prima età (forme giovanili di Saissetia oleae). È consigliato l'intervento chimico solo se le neanidi sono visibili, con oli minerali bianchi (2%) o prodotti a base di Buprofezin o Quinalphos. CARIE o LUPA
Durante le operazioni di potatura effettuare la "slupatura" con attrezzi idonei per l'eliminazione di tutte le parti del legno che presentano la carie. Sul legno messo a nudo irrorare composti rameici o cicatrizzare con il fuoco. Proteggere inoltre tutti i grossi tagli con mastici protettivi dopo averli disinfettati.MARCIUMI RADICALINon esistono attualmente mezzi efficaci di difesa; l'unica possibilità è evitare gli impianti in terreni con presenza di residui di precedenti colture attaccate dai predetti funghi. Eliminare tempestivamente dal campo le piante colpite cospargendo la fossa di calce viva. FLEOTRIBO e ILESINO
L'attacco di questi insetti lignicoli si verifica maggiormente nelle annate più asciutte su piante debilitate o secche; pertanto vanno eliminate, asportate dal campo e bruciate tutte le parti morte. È, inoltre, necessario mantenere in buono stato vegetativo le piante. Lasciare, in opportune zone del campo, piccoli cumuli di legna, provenienti dalla potatura, che costituiscono i rami secchi i “rami esca”, per attirare gli adulti, evitando la ovideposizione sulle piante in vegetazione.
RUBRICA DI GENNAIO LA CONSERVAZIONE DELL’OLIO D’OLIVA Per la delle caratteristiche qualitative dell'olio d'oliva, vanno poste in atto Ritte quelle tecniche operative che, in diversa misura e in maniera opportuna, sono impiegate lungo tutto il percorso produttivo: dalle problematiche del processo estrattivo all'attuazione di semplici norme igieniche nell'ambiente in cui si lavora.La frazione lipidica dell'oliva è fondamentalmente rappresentata da trigliceridi, ossia da esteri della glicerina con acidi grassi. La liberazione più o meno accentuata degli acidi grassi della struttura gliceridica rappresenta indubbiamente la fase preliminare e determinante per l'avvio di quell'insieme di processi alterativi che demoliscono l'assetto qualitativo dell'olio di oliva. Ma se la frazione trigliceridica rappresenta la quota più elevata della sostanza grassa dell'oliva, è nella frazione non saponificabile dell'olio estratto che risiedono alcuni costituenti utili alla difesa dalle alterazioni e, quindi, al mantenimento della sua stabilità biologica. Tali costituenti, ascrivibili a un gruppo di sostanze fenoliche, svolgono un ruolo proficuo per la conservazione dell'olio. Nell'olio d'oliva, infatti, a differenza di altri oli vegetali, nei quali la funzione antiossidante è sostenuta dai tocoferoli, si ha un'azione sinergica, che vede nella presenza dei composti fenolici l'accentuazione di tale difesa. Ma il contenuto in tocoferoli in un olio, già di per sé variabile in funzione della cultivar di olivo utilizzata, è soggetto a diverse variabili operative, quali: estrazione, conservazione, rettificazione.
F E B B R A I OFASE FENOLOGICA: Riposo Vegetativo. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO ROGNA I trattamenti chimici vanno effettuati subito dopo una grandinata od in seguito a lesioni corticali da agenti climatici. In ogni caso è utile, dopo una buona potatura, la bruciatura delle parti infette e l'uso di prodotti rameici. RODILEGNO GIALLO Uccidere le larve con idonei mezzi (fil di ferro, sostanze gassose, ecc.) ed eventualmente eliminare le parti infestate con la potatura.
RUBRICA DI FEBBRAIO La conservazione dell'olio di oliva La qualità dell'olio di oliva dipende, innanzi tutto, dallo stato delle olive, in misura minore, dalla tecnologia seguita nella produzione e dalle condizioni di conservazione. Lo stato delle olive a sua volta dipende: a) dalla maggiore o minore integrità della drupa, a causa di attac¬chi parassitari, avversità atmosferiche, metodo di raccolta; b) dal grado di maturazione, che condiziona la composizione addica e le caratteristiche organolettiche dell'olio; c) dalle condizioni di trasporto delle olive all'oleificio; si deve,infatti, evitare di danneggiare i frutti e sono quindi consigliabili recipienti rigidi e di capacità piuttosto modeste; d) dalla conservazione in condizioni appropriate, in attesa della lavorazione. Oggi le olive non sono più abbandonate a sé volutamente per un periodo di tempo più o meno lungo prima di essere lavorate; tuttavia i frantoi non sempre sono in grado di iniziare la lavorazione appena ricevono le olive. Occorre, pertanto, che queste possano essere conservate in modo che non si alterino. Difatti, anche se staccato dall'albero, il frutto continua a respirare e se il calore svolto dalla respirazione non ha modo di disperdersi (olive ammucchiate), la temperatura può aumentare fino a raggiungere valori tali da favorire alterazioni a carico di costituenti del frutto e in particolare dell'olio. Ne consegue che le olive vanno conservate in strati non superiori a 10-15 cm, sia per evitare di dovere occupare superfici molto estese, sia per consentire una più facile circolazione dell'aria tra gli strati delle olive. e) dalla mondatura e cernita per eliminare le impurezze; f) dal lavaggio, particolarmente importante quando le olive sono sporche di terra. La presenza di argilla, infatti, può favorire la formazione di emulsioni stabili acqua-olio, che rendono più lenta la separazione dell'olio dall'acqua.
M A R Z OFASE FENOLOGICA: Ripresa Vegetativa. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO OCCHIO DI PAVONE
È utile controllare l'infestazione di tale patogeno su un campione di 200 foglie prelevate da almeno 5 piante su 100 olivi. La soglia di intervento prende in considerazione diversi fattori: 30-40% di foglie infette, umidità relativa elevata e temperature da 5 a 25°C. Per controllare tale patogeno è utile intervenire con poltiglia bordolese alcalina. FLEOTRIBO Bruciare o interrare le fascine di olivo potate è utile per prevenire gli attacchi di tale insetto. In ogni caso vanno eliminati i rami e le branche deperite che richiamano i fleotribo. TIGNOLA L'erosione del germoglio principale non compromette lo sviluppo vegetativo del ramo perché si sviluppano i germogli laterali, pertanto generalmente non sono richiesti interventi chimici. Nei giovani impianti, in caso si accerti una elevata percentuale di germogli attaccati, è consigliabile effettuare un inter¬vento per proteggere lo sviluppo vegetativo della pianta.
RUBRICA DI MARZO I difetti e le alterazioni dell'olio di oliva L'insieme dei parametri che possono condizionare la qualità dell'olio di oliva sono ascrivibili ai difetti e alle alterazioni. I difetti sono rappresentati da quell'insieme di modificazioni fisiche che impegnano l'olio e che genericamente sono codificati coni termini di terra, se il difetto è dovuto a olive che per molto tempo sono state imbrattate di terra, ovvero infangate, e non lavate; di verme, se dovuto a olive fortemente attaccate dalla mosca dell'olivo; di incolto, se dovuto a olive gelate; di marcio, se dovuto a olive marcite; di amaro, se dovuto a olive lavorate con troppe foglie, ovvero a olive verdi o poco invaiate; di muffa, se dovuto a olive muffi te; di riscaldo, se dovuto a olive ammassate che hanno sofferto un avanzato grado di fermentazione. Ma altri difetti possono riscontrarsi nell'olio, per cause che si verificano successivamente al trasferimento delle olive al frantoio. Tra essi vanno segnalati i seguenti: difetto di sansa, dovuto all'ambiente in cui si lavorano le olive (in genere si verifica allorché non si cura la protezione dell'olio prodotto, per cui i contenitori per la conservazione dell'olio si trovano nello stesso ambiente in cui sono ammassate le sanse); difetto di cotto, se dovuto ad un eccessivo prolungato riscaldamento durante l'estrazione, in particolare nella fase di gramolatura e, per gli impianti che prevedono la disoleazione diretta della pasta, per anomale condizioni di lavoro. Ai difetti vanno, poi, aggiunte le alterazioni che si inseriscono sull'olio di oliva e che rappresentano vere e proprie modificazioni strutturali delle caratteristiche chimiche della sostanza grassa. Tali alterazioni sono riconducibili a due tipi fondamentali: l'irrancidimento idrolitico, ovvero alterazione di carattere biochimico e l'irrancidimento ossidatico, ovvero alterazione di carattere chimico. La prima alterazione, provocata dalla lipasi, qualora si realizzino le condizioni ottimali per l'estrinsecarsi della sua attività biochimica, determina l'allontanamento degli acidi grassi dalla struttura trigliceridica e, quindi, la formazione di acidità organica libera. Il risultato di tale attività si evidenzia con una diminuzione del valore commerciale dell'olio, in quanto esso risulta più ricco di acidità. Inoltre, la liberazione degli acidi grassi a lunga catena determina un'alterazione del gusto dell'olio. L'azione preventiva verso tale alterazione consiste nell'evitare l'azione della lipasi, lavorando frutti sani, nell'effettuare una razionale conservazione delle olive prima della lavorazione, nell'operare razionalmente in fase di estrazione dell'olio e nel conservare l'olio a tem-peratura piuttosto bassa (12-15°C).La seconda alterazione è provocata dall'ossigeno, in presenza di sostanze chimiche che accelerano il processo chimico.È stato dimostrato che l'autossidazione delle sostanze grasse risulta modesta a livello degli acidi grassi saturi, rispetto a quella che si realizza a carico degli acidi grassi insaturi. L'irrancidimento ossidativo rappresenta, tuttavia, un'alterazione molto pericolosa e può innescarsi in qualunque momento della vita di un olio. Le cause predisponenti tale alterazione possono così sintetizzarsi: presenza di ossigeno; contatto dell'olio con metalli, quali ferro, rame, cromo, manganese, che agiscono da catalizzatori del processo alterativo; esposizione alla luce e, in modo particolare, alle radiazioni ultraviolette; presenza di sistemi enzimatici; temperatura di conservazione dell'olio. L'azione di prevenzione contro questa alterazione consiste nell'evitare il contatto dell'olio con l'ossigeno e con i metalli che svolgono azione catalizzatrice.
A P R I L EFASE FENOLOGICA: Ripresa vegetativa. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO MARGARONIA
Le infestazioni di margaronia in questo periodo sono trascurabili, pertanto è necessario valutare attentamente l'opportunità di effettuare interventi limitandoli solo ai giovani impianti, anche in base all'esperienza acquisita nelle annate precedenti. RODILEGNO GIALLO
L'impiego di trappole per la cattura massiva, in numero di 10 per ha, può determinare un abbassamento della popolazione dei maschi con conseguente riduzione di femmine fecondate. Generalmente dopo qualche anno di applicazione si può ottenere la riduzione delle infestazioni.È anche possibile applicare il metodo della "confusione sessuale" applicando 300 diffusori per ettaro. FLEOTRIBO E ILESINO Quando i rami "esca" manifestano evidenti sintomi di attività degli scoltidi vanno accantonati e bruciati; in caso contrario possono diventare fonti di diffusione dell'infestazione. Quando si vuole utilizzare il legname adoperato come "esca" per altri usi è necessario disinfestarlo, accatastandolo in un luogo assolato, sotto un telo di plastica a perfetta tenuta, in modo che le elevate temperature uccidano gli organismi presenti. OCCHIO DI PAVONE
È utile controllare l'infestazione di tale patogeno su un campione di 200 foglie prelevate da almeno 5 piante su 100 olivi. La sogliadi intervento prende in considerazione diversi fattori: 30-40% di foglie infette, umidità relativa elevata e temperature da 5 a 25°C. Per controllare tale patogeno è utile intervenire con poltiglia bor¬dolese alcalina. FLEOTRIBO Bruciare o interrare le fascine di olivo potate è utile per prevenire gli attacchi di tale insetto, in ogni caso vanno eliminati i rami e le branche deperite che richiamano il fleotribo.
RUBRICA DI APRILE Come riconoscere gli oli di oliva La differenziazione delle varie categorie di olio riveste una particolare importanza, soprattutto per il consumatore moderno. Egli ritiene indispensabile che la qualità degli alimenti che acquista sia corrispondente al costo degli stessi, e presta, quindi, notevole attenzione a tutto ciò che riguarda il comparto alimentare. L'olio extra vergine di oliva è il prodotto che ha subito solo il processo di spremitura, e deve poter essere differenziato dall'olio di oliva, che è stato rettificato; così come l'olio di oliva deve essere distinto dall'olio di sansa di oliva. Nel processo di raffinazione avviene qualcosa che lascia tracce sul prodotto finale. Solo gli acidi linoleico e linolenico sono utili al fine di distinguere l'olio vergine da quello raffinato, perché hanno rispettivamente 2 e 3 doppi legami. L'esame in questione viene normalmente eseguito con uno strumento denominato spettrofotometro. Per distinguere l'olio di oliva dall'olio di sansa di oliva bisogna evidenziare qualcosa che sia presente solo nel caso dell'estrazione a mezzo solvente, che è più drastica della spremitura. La spremitura non porta in soluzione le cere, che ricoprono tutti i frutti (tranne quelli pelosi) e, quindi, anche le olive. La cera che riveste la buccia delle olive viene sciolta dall'esano ed è presente nell'olio di sansa. L'olio di sansa viene caratterizzato dunque dalla presenza della cera, che si evidenzia per saponificazione dell'olio, aggiunta di una soluzione al 70% di alcool, riscaldamento fino a 40°C. Se a 40°C l'olio è limpido, non contiene cere; se l'olio è opaco, ci sono cere disciolte. M A G G I OFASE FENOLOGICA: Mignolatura – Allegazione dei frutticini.
LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO OCCHIO DI PAVONE
I trattamenti vanno effettuati quando si sono formate mediamente 4-5 foglie sui germogli dell'annata, prima della fioritura. È possibile in tal modo proteggere la superficie fogliare ricettiva alle infezioni del fungo. OZIORRINCO
L'impiego di barriere fisiche costituite da fasce di fibre sintetiche impediscono la salita dell'adulto sulla pianta. È necessario avvolgere anche i pali tutori o altri sostegni che possono costituire un ponte di salita dell'insetto. Nei casi di piante adulte è sufficiente lasciare i polloni alla base del tronco e i succhioni sulle branche che vengono preferiti dall'oziorrinco rispetto alla chioma. TIGNOLA
È necessario mettere le trappole attivate con il feromone per seguire il volo della generazione antofaga al fine di tracciarne una curva in base alla quale posizionare efficacemente il trattamento contro la generazione carpofaga. MARGARONIA
Verificare le eventuali infestazioni, in particolar modo nei giovani oliveti, e in caso di elevate percentuali di germogli attaccati effettuare un intervento chimico. LIOTRIPIDE
È utile controllare l'infestazione di tale insetto eseguendo un campionamento (o/o di gemme infestate su 100 campionate a caso). Oltre il 10% di infestazione è utile intervenire con prodotti a base di Rame+Trichlorfon, Azinphos-methyl.Principali proprietà dell'olio di oliva e dell'acido oleico.
RUBRICA DI MAGGIO Le principali proprietà dell'olio di oliva e dell'acido oleico possono essere così sintetizzate: • effetto protettivo nell'epatite e nelle malattie delle vie biliari; • effetto colecistocinetico; • facilitazione dell'assorbimento del calcio da parte dell'intestino (limitato dagli acidi grassi saturi); • stimolazione dell'attività pancreatica; • miglioramento di ulcera e gastrite legato alla ridotta ipersecrezione acida ed all'ipermotilità; • ruolo limitante i danni provocati dall'eccesso di acidi grassi saturi (arteriosclerosi) e di acidi grassi polinsaturi (invecchiamento cellulare precoce); • migliore resistenza all'ossidazione a temperatura ambiente; •migliore resistenza alle alte e durature temperature raggiunte durante la cottura e la frittura.
G I U G N OFASE FENOLOGICA: Mignolatura – Allegazione dei frutticini. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO OZIORRINCO
Controllare la formazione di erosioni sulle foglie. È utile lasciare sulle piante adulte i polloni e i succhioni da eliminare in settembre. Per le piante giovani è utile l'uso di fasce di lana acrilica da apporre intorno al tronco (con 1 Kg di lana si possono fasciare circa 100 piante). TIGNOLA
Raggiunta la "soglia di intervento" pari al 10% di olivine infestate (uova + larve), intervenire prima dell'indurimento del nocciolo. Superata tale fase, infatti, la larvetta già penetrata nell'interno del nocciolo non viene raggiunta dall'insetticida. Il controllo della tignola è condizionato in particolare dalla buona distribuzione della miscela insetticida. RINCHITE DELLE OLIVE O PUNTERUOLO Il rilievo sulle foglie consente di stabilire con anticipo la presenza e l'entità delle popolazioni dell'insetto per prevenire eventuali danni sulle drupe, che si verificano nella fase successiva all'allegagione. Nelle zone dove viene effettuata annualmente la difesa nei confronti della tignola (Praysoleae) le infestazioni del punteruolo sono limitate. Nel caso contrario e sulla base delle esperienze degli anni precedenti, si consiglia di intervenire chimicamente con le stesse sostanze attive indicate contro la tignola. CALOCORIDE Generalmente non sono necessari interventi chimici in quanto l'entità dei danni è irrisoria considerata anche l'elevata quantità di fiori e la ridotta percentuale di allegagione. In qualche annata comunque si riscontrano popolazioni elevate che possono compromettere in parte la produzione. Pertanto va valutata con attenzione la presenza dell'insetto prima di intervenire chimicamente.
RUBRICA DI GIUGNO L'olio di oliva in cucina Le elevate temperature connesse con la cottura o la frittura dei cibi provocano dei processi di auto-ossidazione delle sostanze grasse, tanto più accelerati quanto minore è la presenza di sostanze antiossidanti nel grasso. Orbene, è stato dimostrato che i grassi animali subiscono un rapido processo di auto-ossidazione ed anche gli oli di semi presentano questo inconveniente; l'olio d'oliva, grazie alla presenza di acidi monoinsaturi e di sostanze antiossidanti (tocoferolo, polifenoli), si comporta in maniera molto stabile di fronte all'attacco dell'ossigeno atmosferico. Ha una temperatura "critica" di 210-220°C e ciò permette tutte le forme di cottura; il suo punto di fusione è di 5-7°C e ciò facilita la digeribilità.L'olio d'oliva dà il meglio di sé quando viene impiegato crudo per condire bene e con grande varietà di aromi: insalate, verdure cotte e crude, bruschette, pesce e carne lessati o arrosto, legumi; per talune salse è addirittura l'ingrediente principe: pesto, maionese, salmoriglio. Ideale anche per le "conserve della nonna" a base di melanzane, carciofini, peperoni, funghi, cetriolini o per le conserve di pesce. Per la frittura è il grasso più indicato: sopporta benissimo le alte temperature arrivando a 170-1£30°C senza deteriorarsi al contrario degli oli di semi o del burro. Gli altri oli vegetali, durante la cottura alle alte temperature, vanno incontro alla formazione di perossidi e di polimeri che possono provocare gravi danni al fegato, ai reni, allo stomaco ed all'apparato cardiovascolare. L U G L I OFASE FENOLOGICA: Ingrossamento delle drupe. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE
In questo mese è necessario verificare la schiusura delle uova e, in caso siano schiuse 1'80%, effettuare un intervento chimico. L'olio minerale esercita una buona azione di controllo se applicato due volte a un intervallo di venti giorni contro le neanidi di prima e seconda età. Così anche l'impiego del buprofezin, che, essendo un inibitone di crescita, realizza un maggior controllo sugli stadi giovanili dell'insetto.In ogni caso i trattamenti effettuati nei confronti della tignola (Prays oleae) se iniziati nel mese precedente agiscono anche nei confronti delle neanidi già fuoriuscite. MOSCA
È utile controllare l'infestazione di tale insetto eseguendo un campionamento ^ di drupe infestate su 100 campionate a caso). Oltre il 10% di infestazione attiva (e oltre l'l% per le olive da tavola) è utile intervenire con prodotti < a base di Fenthion, Formothion, Fosfamidone, Trichlorfon, Dimethoate.MARGARONIADa controllare solo su piante giovani e solo in presenza di graviinfestazioni nei primi stadi larvali utilizzando prodotti a base di Acephate, Azinphos-methyl, Fenitrothion e prodotti a base di Bacillus thuringiensis. OZIORRINCO Controllare la formazione di erosioni sulle foglie. È utile lasciare sulle piante adulte i polloni e i succhioni da eliminare in settembre. Per le piante giovani è utile l'uso di fasce di lana acrilica da apporre intorno al tronco (con 1 Kg di lana si possono fasciare circa 100 piante).
RUBRICA DI LUGLIO L'olia di oliva in medicina I vari studi sulla tolleranza gastrica dei grassi hanno evidenziato che, fra i diversi grassi alimentari, l'olio d'oliva è il più tollerato dallo stomaco; seguono poi, via via, tutti gli altri, sino al burro. Un cucchiaio di olio d'oliva preso al mattino a digiuno sembra avere un effetto soddisfacente sul trattamento della stipsi perché provoca una contrazione della cistifellea e attiva la peristalsi dell'intestino tenue. Altri studi hanno evidenziato un ruolo protettivo dell'olio d'oliva nella prevenzione della calcolosi biliare, rilevando, tra l'altro, che nelle regioni italiane dove si consuma più olio d'oliva, si registra una minore incidenza di tale malattia. L'olio d'oliva favorirebbe l'accrescimento delle ossa dei bambini, poiché i tessuti in via di sviluppo richiedono un'adeguata introduzione di grassi essenziali, ma anche un bilanciato rapporto linoleico/linolenico nella dieta. A G O S T OFASE FENOLOGICA: Ingrossamento delle drupe. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE È necessario verificare la completa schiusura delle uova e ripetere l'intervento chimico. MOSCA
È utile controllare l'infestazione di tale insetto eseguendo un campionamento (% di drupe infestate su 100 campionate a caso). Oltre il 10% di infestazione attiva (e oltre l'1% per le olive da tavola) è utile intervenire con prodotti a base di Fenthion, Formothion, Fosfamidone, Trichlorfon, Dimethoate. MARGARONIA Da controllare solo su piante giovani e solo in presenza di gravi infestazioni nei primi stadi larvali utilizzando prodotti a base di Acephate, Azinphos-methyl, Fenitrothion e colture di Bacillus thuringiensis. COTONELLO
Maggiore arieggiamento della chioma. OZIORRINCO Controllare la formazione di erosioni sulle foglie. È utile lasciare sulle piante adulte i polloni e i succhioni da eliminare in settembre. Per le piante giovani è utile l'uso di fasce di lana acrilica da apporre intorno al tronco (con 1 Kg di lana si possono fasciare circa 100 piante). In casi gravi va effettuato un intervento chimico nel tardo pomeriggio con prodotti a base di Acephate o Azinphos-methyl.
RUBRICA DI AGOSTO L'olio di oliva in medicina L'affermazione della "dieta mediterranea" quale regime alimentare in grado di prevenire malattie tipiche delle società industrializzate, quali l'obesità, l'arterosclerosi, l'ipertensione, il diabete, ha fatto riscoprire anche agli italiani il piacere di usare frequentemente l'olio d'oliva. L'olio di oliva, infatti, è privo di colesterolo e in particolare l'acido oleico monoinsaturo svolge un'azione di riduzione del colesterolo presente nel sangue. L'acido oleico agisce positivamente sul LDI, (il colesterolo cattivo), mentre non interferisce con lo HDL (il colesterolo buono) che vigila sulla salute delle arterie. L'olio di oliva si caratterizza non solo per la sua fragranza e genuinità ma anche per la sua elevata digeribilità, in quanto stimola le secrezioni gastriche predisponendo l'organismo ad una migliore digestione, tanto che la Food and Drug Administration americana lo ha classificato come migliore olio vegetale per quanto riguarda la digeribilità.
S E T T E M B R EFASE FENOLOGICA: Ingrossamento delle drupe. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO MOSCA Se dal monitoraggio si rileva una percentuale di infestazione attiva pari o superiore al 10% si deve effettuare un intervento chimico. Si preferisce intervenire sempre nei primi stadi giovanili dell'insetto sia per ottenere un maggiore controllo sia perché le gallerie filiformi determinate dalle larve di prima età non costituiscono un danno economico in termini di perdita di produzione. MARGARONIA Se i rilievi vengono effettuati con cadenza settimanale è possibile riuscire a individuare le fasi iniziali dell'attacco evitando i danni. Ripetere il trattamento in caso di reinfestazione. OZIORRINCO
Vanno ricontrollate le fasce di fibra sintetica e verificate le eventuali vie alternative trovate dall'adulto dell'insetto per raggiungere la chioma OCCHIO DI PAVONE
La presenza delle macchie fuligginose costituite dalle formazioni di conidi, rappresenta la fine del periodo di incubazione del fungo nelle foglie. I trattamenti vanno effettuati quando in campo si rilevano tali macchie che in molti casi non sono ben evidenti, per cui con la diagnosi precoce è possibile individuare la percentuale di foglie attaccate, il numero e la dimensione delle macchie.I trattamenti hanno la funzione di devitalizzare i conidi che si stanno formando sulle foglie e di proteggere le zone recettive alle nuove infezioni del fungo. In caso di piogge continue è bene ripetere più volte gli interventi chimici. CERCOSPORIOSI Intervenire alla comparsa dei primi sintomi (punti neri sulla pagina inferiore delle foglie) per devitalizzare la formazione di conidi e proteggere le superfici fogliari non ancora infette. Nelle zone in cui la malattia presenta una intensità di attacco elevata si consiglia di effettuare almeno tre trattamenti con cadenza mensile. RUBRICA DI SETTEMBRE L'olio biologico È biologico solo l'olio ottenuto e prodotto con olive provenienti da agricoltura biologica. Ma, per essere venduto con l'etichettatura consentita, deve risultare adatto all'alimentazione umana, cioè può essere solo extra vergine (acidità inferiore all'1%) o vergine (acidità inferiore al 2%) privo di difetti e sapori anormali.Per questo vanno controllate tutte le attività di raccolta e conservazione delle olive, di estrazione, conservazione e confezio-namento dell'olio. Queste operazioni devono avvenire nel rispetto della buona pratica di frantoio e in cicli di lavorazione nettamente separati da quelli delle olive non biologiche. All'olivicoltore biologico non serve ottenere olio vergine lampante. Per potersi fregiare del marchio con l'indicazione "Prodotto ottenuto da agricoltura biologica" è necessario che tutti gli operatori coinvolti (olivicoltori, frantoiani, imbottigliatori e commercianti) siano assogettati al regime di controllo di un organismo riconosciuto dallo Stato, mediante l'invio di un apposito modulo (detto notifica) alla Regione e all'organismo prescelto. Tutte le operazioni effettuate in azienda vanno riportate in appositi registri verificabili da chiunque, dall'organismo di controllo al consumatore. O T T O B R EFASE FENOLOGICA: Ingrossamento delle drupe II fase. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO MOSCA In caso di reinfestazione effettuare un secondo intervento chimico RODILEGNO GIALLO
Riscontrata la presenza di gallerie soprattutto su rami giovani e/o fori di entrata delle larve sui rami, branche e tronchi, ricercarle con filo di ferro per ucciderle. PARLATORIA DEI FRUTTIFERI Gli interventi vanno effettuati contro le neanidi di prima generazione e solo in caso di presenza più o meno diffusa e in particolar modo sulle olive da tavola dove la presenza dell'insetto determina anche danni estetici per la commercializzazione del prodotto. Lavorazione in verde al naturale Lavorazione in verde al naturale (Sistema Sivigliano). Le olive da tavola sono trattate con idrossido di sodio per eliminare l'Oleuropeina, trasformare gli zuccheri, formare gli acidi organici necessari all'avvio della fermentazione ed aumentare la permeabilità del frutto. La lavorazione si fa in recipienti di diversa capacità, badando che la soluzione copra completamente le olive ed è interrotta quando la soluzione sodica è penetrata per circa il 2¬3 % dello spessore della polpa. È importante operare frequenti ribaltamenti dei contenitori in quanto la soda, elemento più pesante dell'acqua, tende a depositarsi verso il fondo dei conte nitori. Tale trattamento serve a deamarizzare le olive, da cui la necessità di tenere omogenea la soluzione per tutta la durata del processo deamarizzante. Questa fase di lavorazione può durare da un minimo di otto ore ad un massimo di dodici ore. Dopo tale fase, si elimina la soluzione sodica e si passa ai lavaggi che possono essere di lunga, media o di breve durata, in funzione della maturazione dei frutti aggiungendo i prodotti neutralizzanti autorizzati per legge. La terza fase è la fermentazione, e si opera quando, al termine dei lavaggi, il pH della polpa è intorno all'8%, per cui l'ultima acqua di lavaggio contenente ancora qualche residuo di soda viene eliminata e sostituita con salamoia ad una concentrazione iniziale tra 1'8 ed il 10% di sale, ma destinata a scendere dopo pochi giorni a valori molto bassi. Nel corso del processo si ha la Fermentazione Lattica ed Eterolattica. Il contenuto iniziale del 3-3,5% di zucchero nelle olive scende all'1-1,5% al termine dei lavaggi. Di conseguenza può convenire aggiungere glucosio o acido lattico per uso alimentare, per guidare in tal modo la fermentazione ed avere una concentrazione finale di tale acido attorno al 4% ed un pH prossimo a 4-4,5. In tale modo le olive possono essere conservate senza rischi e sono pronte per il confezionamento e la commercializzazione. La fermentazione mag¬giore avviene nei primi 15-18 giorni in salamoia, poi procede lentamente. RUBRICA DI SETTEMBRE Norme ISO 9000 Il sistema di autocontrollo preventivo dell'igiene è obbligatorio per legge; l'adozione delle norme ISO 9000 è viceversa volontaria e riguarda un sistema di controllo preventivo dello standard di produzione. Non bisogna quindi confondere le due normative. La necessità di qualificare la produzione italiana deriva da un'analisi della situazione produttiva dei Paesi Mediterranei. La produzione italiana rischia di non essere competitiva sui mercati mondiali nel rapporto prezzo/qualità rispetto ad altre realtà sempre più aggres-sive e competitive. N O V E M B R EFASE FENOLOGICA: Invaiatura. LOTTA INTEGRATA AI PARASSITI DELL’OLIVO MOSCA In questa fase va fatta un'attenta valutazione sull'opportunità di effettuare interventi chimici in funzione del periodo di raccolta delle olive. Nei casi sia possibile rispettare il tempo di cadenza e l'infestazione raggiunga valori superiori al 10% è necessario intervenire. È possibile per tempi di carenza più brevi (10 giorni) impiegare il triclorfon. Quando invece la raccolta è imminente e si riscontra la nuova infestazione è bene anticipare la raccolta e molire in tempi brevi. È possibile in tal modo ottenere ugualmente un olio con caratteristiche chimico-organolettiche di buona qualità e certamente con assenza di residui. OCCHIO DI PAVONE
Controllare l'infestazione di tale patogeno eseguendo un campio¬ne di 200 foglie prelevate da almeno 5 piante su 100 olivi. La soglia di intervento prende in considerazione diversi fattori: 30¬ì01% di foglie infette, umidità relativa elevata e temperature da 5 a 25°C. Per controllare tale patogeno è utile intervenire con poltiglia bordolese alcalina. CERCOSPORIOSI Negli oliveti in cui l'incidenza della malattia è elevata, compatibilmente con il momento della raccolta, è consigliabile un ulte-riore intervento per devitalizzare i conidi del fungo che si formano nella pagina inferiore delle foglie. ROGNA
Solo nei casi in cui ripetutamente si riscontri una progressiva formazione di tubercoli è consigliabile effettuare un interventochimico subito dopo la raccolta o eventi che possono determinare la formazione di microferite che consentano la penetra-zione del batterio nei tessuti. LEBBRA
In base alle esperienze degli anni precedenti nelle zone dove la malattia è maggiormente diffusa intervenire preventivamente con prodotti rameici a cavallo di tale fase fenologica.
RUBRICA DI NOVEMBRE Cosa vuol dire fare autocontrollo? Il responsabile del frantoio deve individuare, nella propria attività, ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza igienica dell'olio e deve garantire che siano applicate, mantenute ed aggiornate le adeguate procedure di sicurezza avvalendosi dei principi su cui è basato il metodo di analisi HACCP. Si potrebbe sintetizzare ciò nel seguente schema: • stabilire gli obiettivi e come fare a conseguirli; • operare attenendosi alle procedure stabilite; • verificare se i risultati ottenuti corrispondono agli obiettivi predefiniti; •proseguire, se i risultati sono conformi, nell'attività produttiva; se i risultati non corrispondono agli obiettivi si può intervenire in due modi: •adeguando gli obiettivi alle possibilità oggettive dell'azienda; •individuando gli errori e correggendoli se gli obiettivi sono imposti dalla legge.
D I C E M B R EFASE FENOLOGICA: Riposo vegetativo. RUBRICA DI DICEMBRE Influenza degli attacchi parassitari sulla qualità dell'olio L'olivo è colpito da numerosi parassiti ed animali che arrecano notevoli danni con riflessi sulla qualità e quantità dell'olio. Trai parassiti più importanti sono da annoverare: Mosca dell'olivo (Dacus oleae), Tignola dell'olivo (Prays oleae), Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae), Oziorrinco (Othiorrhynchus cribricollis), ecc.I danni possono essere di natura quantitativa e qualitativa. Per esempio, la larva della mosca delle olive (Dacusoleae) asporta dalla drupe una quantità di polpa del 10-12% del peso, provocando altresì una cascola abbondante, con una conseguente riduzione della produzione di olio. Comunque le perdite più rilevan¬ti vanno riferite all'aspetto qualitativo dell'olio. Infatti, le alterazioni riguardano la qualità dell'olio, con un aumento dell'acidità e del numero di perossidi.Inoltre, si hanno modifiche nella resa in olio e nella composizione acidica (aumentano gli acidi grassi saturi).
|























